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«Taranto è una città senza guida»: l'affondo di Lazzaro (FdI) contro il sindaco Bitetti

Redazione
10 ott
Tempo di lettura: 3 min

«La maggioranza che sostiene il sindaco Piero Bitetti ha paura. Paura dei cittadini, paura dei lavoratori, paura di confrontarsi con una città alla quale non è più in grado di dare risposte. Ieri sera ne abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione: hanno abbandonato l’aula del Consiglio comunale, facendo mancare il numero legale. Una fuga politica che rappresenta la fotografia più evidente del fallimento di questa amministrazione: non governano i problemi, scappano dai banchi». «È paradossale, oltre che politicamente gravissimo, che sia proprio la maggioranza a far cadere il numero legale. Chi vince le elezioni riceve dai cittadini il mandato di governare, non di dileguarsi quando i nodi diventano scomodi. Garantire il regolare funzionamento della massima assise cittadina e assumersi il peso delle decisioni è il primo dovere di chi amministra: qui invece assistiamo al totale capovolgimento del ruolo delle istituzioni». Lo dichiara Luca Lazzàro, consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Taranto. «In aula e fuori dal Municipio non c’erano statistiche o meri ordini del giorno: c’erano persone in carne e ossa, famiglie angosciate. C’erano i circa 50 lavoratori della Daniele Ambiente dell’impianto di preselezione rifiuti di Pasquinelli, raggiunti da una pesante procedura di licenziamento collettivo; c’erano gli operatori delle pulizie dello stadio Erasmo Iacovone, rimasti senza tutele né certezze sul proprio futuro lavorativo; c’erano gli addetti dell’appalto del verde pubblico e i lavoratori interinali di Kyma Ambiente, ancora in attesa di risposte. Quattro vertenze aperte contemporaneamente, centinaia di famiglie nell’incertezza più totale e una sola risposta da parte della giunta Bitetti: il silenzio, lo spegnimento dei microfoni e la fuga dall’aula». «Nel frattempo Kyma Ambiente attraversa una crisi gravissima, con un buco di bilancio da oltre 43 milioni di euro e il rischio concreto di un tracollo aziendale. I servizi pubblici essenziali sono in affanno, il decoro urbano è sotto gli occhi di tutti e interi settori produttivi della città vivono nella precarietà. Ma il problema è a monte: Taranto oggi non ha una guida politica, non ha una visione strategica e non ha un’amministrazione capace di assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Il sindaco Bitetti e la sua coalizione non gestiscono le crisi, le rincorrono; non costruiscono soluzioni, prendono tempo con espedienti tampone. E quando i lavoratori si presentano a Palazzo di Città a chiedere conto del proprio domani, preferiscono sottrarsi al confronto: non hanno solo paura dell’opposizione, hanno paura della città che dovrebbero guidare». «Chiedo pubblicamente al sindaco e ai capigruppo di maggioranza: di cosa avete paura? Se avete proposte credibili per salvare l'occupazione e risanare le nostre partecipate, perché fuggite dal dibattito d'aula? La verità è che non esiste alcun piano industriale e si preferisce lasciare marcire le emergenze confidando nel silenzio di corridoio». «E sia chiaro: l’opposizione continuerà a esercitare fino in fondo il proprio compito di controllo, denuncia e proposta, con fermezza e senso di responsabilità. Ma spetta a chi siede al governo cittadino trovare le soluzioni. Chi amministra deve avere il coraggio di guardare negli occhi i lavoratori, indicare risposte chiare e non pensare di aggirare le proprie spaccature interne facendo saltare le sedute. A Bitetti voglio dire una cosa molto semplice: non si può scappare per sempre. Prima o poi bisogna avere il coraggio di governare. E se non si è in grado di farlo, bisogna avere il coraggio di prenderne atto. Taranto non può restare ostaggio della paura e dell’immobilismo di chi la amministra. La città ha bisogno di una guida, non di una maggioranza in fuga».

                                                               Luca Lazzaro consigliere F.d'I

 
 
 

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