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Taranto sotto pressione: la protesta ex Ilva si sposta a Bari

Redazione
15 ott
Tempo di lettura: 2 min
Quarta giornata di blocchi, presidi notturni e richiesta di garanzie alla Regione
Quarta giornata di blocchi, presidi notturni e richiesta di garanzie alla Regione

La mobilitazione dei lavoratori dell'ex Ilva di Taranto è giunta alla quarta giornata consecutiva, caratterizzata da uno sciopero generale che vede coinvolti anche i mezzi delle aziende dell'indotto. La mobilitazione, nata per tutelare il futuro produttivo dello stabilimento e salvaguardare i livelli occupazionali, si sposta a Bari, dove i sindacati metalmeccanici hanno organizzato il trasferimento dei lavoratori verso la sede della Regione Puglia. Durante l'incontro con il presidente Antonio Decaro, i rappresentanti sindacali e le delegazioni operaie richiederanno la sottoscrizione di un documento unitario, volto a impegnare le istituzioni locali a sostenere le istanze già presentate al Governo centrale. Nel frattempo, gruppi di operai e delegati hanno proseguito il presidio permanente lungo le strade statali alle porte di Taranto, in particolare sulla strada statale 7 in direzione Massafra e sulla statale 106 Ionica verso Reggio Calabria. I blocchi stradali, attivi da lunedì mattina, continuano a paralizzare la viabilità, trasformando queste arterie di comunicazione in simboli di una protesta che unisce rivendicazioni concrete e forte tensione sociale. Le condizioni del presidio rimangono complesse e i lavoratori hanno trascorso la notte all'aperto sotto le tende, affrontando le basse temperature con l'ausilio di fuochi improvvisati, a testimonianza della determinazione ma anche del logoramento fisico derivante da una prolungata permanenza su strada. Gli effetti della mobilitazione si ripercuotono inevitabilmente sul territorio circostante. Il blocco prolungato delle autocisterne sta causando gravi disagi alla catena dei rifornimenti, generando lunghe code e la temporanea interruzione della distribuzione di carburante in diverse stazioni di servizio. Questa situazione evidenzia la criticità della vertenza e,  se da un lato le ragioni dei lavoratori dell'ex Ilva risultano ampiamente comprensibili e legittime, dall'altro la protesta rischia di penalizzare altre categorie professionali pendolari e commerciali costrette a spostarsi quotidianamente nella provincia ionica e verso il capoluogo pugliese. La sfida centrale risiede ora nella capacità di contemperare la forza della mobilitazione sindacale con la tutela della mobilità e delle attività economiche del territorio. L'incontro istituzionale in Regione rappresenta un momento cruciale per indirizzare la vertenza verso soluzioni concrete, capaci di coniugare la salvaguardia industriale di Taranto con le esigenze della collettività.

Gianluca Ceresio

 

 

 
 
 

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