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SEQUESTRATO L’INTERO COMPENDIO AZIENDALE DIUNA SOCIETA’ TARANTINA E BENI DEL VALORE DI OLTRE 1,2 MILIONI DI EURO.

Redazione
3 giorni fa
Tempo di lettura: 2 min

 

BANCAROTTA FRAUDOLENTA, AUTORICICLAGGIO, OCCULTAMENTODELLA DOCUMENTAZIONE CONTABILE E SOTTRAZIONE FRAUDOLENTA AL PAGAMENTO DELLE IMPOSTE
BANCAROTTA FRAUDOLENTA, AUTORICICLAGGIO, OCCULTAMENTODELLA DOCUMENTAZIONE CONTABILE E SOTTRAZIONE FRAUDOLENTA AL PAGAMENTO DELLE IMPOSTE

Questa mattina, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Taranto hanno eseguito un’ordinanza di sequestro preventivo – emessa dal G.I.P. del Tribunale locale su richiesta della Procura della Repubblica – che riguarda l'intera azienda di una società tarantina attiva nel commercio all'ingrosso di generi alimentari, oltre a beni per un valore di oltre 1,2 milioni di euro. L’inchiesta coinvolge sette persone, tra soci, amministratori e dipendenti (sia di diritto che di fatto) delle aziende interessate. I reati ipotizzati a vario titolo sono bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio, occultamento di documenti contabili e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Il provvedimento nasce dalle indagini coordinate dalla Procura e condotte dalla Guardia di Finanza a seguito del fallimento, dichiarato nel 2023, di un’azienda tarantina fortemente indebitata con l’Erario. Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, gli indagati avrebbero svuotato il patrimonio della vecchia società per trasferirlo fraudolentemente in una nuova società di Taranto, operante nello stesso settore e riconducibile alle stesse persone. Di conseguenza, l'Autorità Giudiziaria ha disposto il sequestro del compendio aziendale, delle quote della nuova azienda e dei beni personali degli indagati. Inoltre, a uno degli indagati – attualmente detenuto per altra causa – viene contestato anche l'uso indebito di un telefono cellulare all'interno del carcere. La gestione della società sequestrata è stata affidata a un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale. La Procura aveva richiesto anche misure cautelari personali per gli indagati, ma il G.I.P. le ha respinte per mancanza di attualità delle esigenze cautelari. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Gli elementi raccolti e il provvedimento di sequestro hanno natura provvisoria e si fondano su un giudizio di mera probabilità (gravi indizi di colpevolezza), non rappresentando in alcun modo una condanna definitiva.

 
 
 

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