PD MANDURIA - DINO FILONI AUSPICA PER UNA POLITICA SERIA E CONCENTRARA SUI FATTI: SERIO RICOSTRUISCA IL PARTITO O LA BASE SI AUTOCONVOCHI.

E’ a firma di Dino Filoni, attuale consigliere comunale di opposizione, la nota nella quale, ancora una volta, si chiede di fare chiarezza su alcuni aspetti che riguardano il Partito Democratico locale. Conosciuta da tutti la stagnazione politica che oramai vige all’interno del PD, resta la determinata visione di chi chiede invece, e ripetutamente, di dare uno scossone all’interno di un gruppo impantanato su posizioni più personali che politiche: “Il PD manduriano viene da una stagione drammatica: lacerazioni intestine, scelte elettorali suicide, la rinuncia a una lista autonoma e l'azzeramento totale della rappresentanza in Consiglio comunale. Una débâcle che ha precise responsabilità politiche, su cui si continua però a far calare un comodo velo di oblio. Il commissariamento non è nato per gestire la routine o collezionare ritagli di stampa, ma per curare un partito lacerato e restituire centralità agli iscritti. Ad oggi, invece, i circa cento tesserati certificati dalla Commissione provinciale di garanzia, assistono a una gestione che rischia di reiterare i soliti metodi autoreferenziali: decisioni discusse in vertici ristretti, confronto azzerato e dissenso ignorato. Invece di invocare un’unità di facciata che cancella gli errori del passato, Massimo Serio ha il dovere di rispondere con atti concreti: un calendario di assemblee trasparenti, la verifica pubblica del tesseramento e tempi certi per restituire il circolo a una guida democratica ed eletta. Se dal commissario non arriveranno risposte chiare e immediate, spetterà alla base prendere in mano il proprio destino”. Filoni incalza con una sollecitazione che riguarda l’aspetto più tecnico del concetto di rappresentanza degli iscritti: un partito funziona quando la base dei tesserati viene regolarmente convocata e quando, la dialettica su questioni locali, è bilaterale e non a senso unico: “L'ipotesi di un'autoconvocazione degli iscritti non è solo un’opzione legittima, ma diventa, a questo punto, l’unica vera scossa democratica per rompere l'immobilismo della gestione commissariale, riaprire la sede e ridare dignità alla comunità politica. Il PD di Manduria non può ridursi a una sigla svuotata che vive solo nelle note stampa. Servono fatti: se il commissariamento continuerà a gestire l'esistente senza affrontare i nodi della crisi, sarà la base militante a doversi riprendere il partito”. La chiusura della sede locale cittadina all’indomani dell’annullamento di tutti gli organi direttivi, che ha di fatto prodotto la revoca dei ruoli e il successivo commissariamento deciso dal segretario regionale Domenico De Santis su richiesta della segretaria provinciale Anna Filippetti, ha portato alla scelta dell’ennesimo commissario di partito, individuato nella persona di Massimo Serio. Questa condizione, verificatasi solo qualche settimana prima delle ultime competizioni elettorali che si sono tenute nel mese di maggio 2026, ha di fatto annullato ogni proposito di condivisione democratica e pluralista che dovrebbe invece essere il motore di azione di un qualsiasi gruppo che, autonomamente o per richiesta, decide di riunirsii: se la libertà di associazione è riconosciuta dalla Costituzione Italiana, altrettanto doveroso, a questo punto, è il diritto di conoscerne le reali motivazioni che sono ostative alla stessa e se questa decisione, apporti realmente qualche beneficio, visto il lungo protrarsi della situazione. Ma c’è di più. L’azzeramento degli incarichi direttivi ha prodotto ripercussioni anche sul piano politico, privando di fatto il gruppo locale della possibilità di assumere decisioni autonome sulle candidature in vista delle elezioni. Una situazione che, secondo questa ricostruzione, avrebbe lasciato spazio a un’unica alternativa: adeguarsi alle direttive imposte dai vertici del partito, secondo la logica degli «ordini di scuderia». Il consigliere Filoni, non rinuncia a sottolineare un ulteriore e scorretto atteggiamento da parte dall’attuale commissario e che, a rigor di logica, poco potrebbe interessare a chi, invece, in virtù di quella carica, ha il dovere di impegnarsi su altro argomento ben più urgente: “Il commissario del Partito Democratico di Manduria, Massimo Serio, continua a moltiplicare gli interventi sui temi dell'amministrazione cittadina. Interventi che però sollevano un interrogativo politico di fondo non più rinviabile: qual è il vero compito del commissariamento? Mentre la visibilità sui giornali abbonda, la ricostruzione interna appare completamente paralizzata”. Pertanto, concentrarsi su argomenti quali Ospedale Giannuzzi, area PIP, commercio e centro storico, compete a chi siede tra gli scranni consiliari. Temi che poco hanno a che vedere con un’analisi politica ben più attenta e che riguarda l’organizzare le sorti di un partito. La nota, è indicativa del risultato di azioni non condivise in un clima segnato sicuramente da divisioni. Ma la stessa, auspica ad una ripresa dell’attività politica dei tesserati e ad un ritorno immediato tra la gente per elaborare e presentare progetti utili alla comunità.
Francesca Rita Nardelli




Commenti