Memoria viva: a Manduria il tributo dell’ANSI a Norma Cossetto
Promosso dall’associazione ANSI, Associazione Nazionale Sottufficiali d’Italia, sezione Manduria “M.D.V.M. Mar.CC. Antonio Dimitri”, si rinnova l’appuntamento nel ricordo di Norma Cossetto. La celebrazione, presso il Museo Civico di Manduria, aperto per l’occasione dalla dott.ssa Loredana Ingrosso che ne è la referente e curatrice, ha visto, per la parte locale istituzionale, la presenza del sindaco della città di Manduria, avv. Domenico Sammarco, del vice sindaco, avv. Giuseppe Mazza e del Presidente del Consiglio, Roberto Puglia nonché consigliere provinciale. Per le associazioni, Emervol Protezione Civile e l’ Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, cittadini e consiglieri comunali. Presente anche l’on. Giovanni Maiorano che ha conferito, alla cerimonia, ulteriore valore istituzionale degno di nota. Il ricordo di Norma Cossetto resta vivo nei cuori di chi, attraverso la sua storia, rende attuale una verità scomoda: il ricordo di una memoria spesso tradita dall’odierna capacità di tramutare la storia in un coacervo inutile ed impreciso di accadimenti. Uccisa dai partigiani Jugoslavi, dopo ripetute violenze, nei pressi della foiba di Villa Surani nell’ottobre del 1943, solo il 9 dicembre 2005, Norma ha potuto ricevere il riconoscimento della Medaglia d’oro al merito civile, alla memoria. Il presidente dell’Associazione, 1° LGT SSP/E smg. Istr. Pietro Carmelo Mitarngolo, dopo aver salutato i presenti, ha sottolineato come Norma Cossetto rappresenti non solo una triste vicenda che la storia ha dovuto registrare tra le righe dei libri, ma riproduce anche quel concetto di violenza che ancora oggi riecheggia a livello internazionale e nazionale con la prematura scomparsa di donne tradite da mani conosciute. “Una rosa per Norma”, diventa così un appuntamento delicato ma carico di significato per riflettere su come quel diritto universale che è la vita, seppur segnata da indicibili condizioni, ha la necessità vitale di ritornare a far pulsare sangue nelle vene. Appuntamento ancor più importante per l’attività della stessa associazione che quest’anno ricorda i suoi 25 anni di onorato impegno sul territorio dal giorno della sua fondazione e l’80mo anniversario della fondazione dell’Associazione Nazionale Sottoufficiali d’Italia. Di rilievo anche il fatto che, l’appuntamento con Norma Cossetto, sia arrivato alla sua VIII edizione. Per rendere più vivido il momento, durante la cerimonia è stata fatta menzione di due donazioni: una sedia d’epoca a cura della sig.ra Immacolata Cimino, sedia del nonno Giovanni Cimino, già Cavaliere di Vittorio Veneto, e di una valigia donata dalla sig.ra Valentina Dinoi, come simbolo dell’esodo e restaurata a cura del sig. Carlo Mele con coccarda tricolore. Oggetti simbolici che racchiudono una il sostegno di una vita di tutti coloro che hanno conosciuto le guerre e l’altra che ricorda la soffrenza fisica e psicologica di chi ha dovuto abbandonare tutto per poter rientrare successivamente in territorio italiano. Gli interventi, di spessore, che si sono susseguiti, hanno evidenziato quanto oggi Norma rappresenti un punto di intersezione tra la memoria storica nazionale e la sensibilità contemporanea sulla violenza di genere. Pertanto, collegare la tragedia delle foibe al tema della violenza sulle donne, significa leggere la storia non solo attraverso il conflitto ed in termini geopolitici ed ideologici, ma anche attraverso il corpo e la condizione femminile nei contesti di guerra. Risulta necessario, pertanto, uscire dal dibattito prettamente politico-patriota per affrontare, contestualmente, il tema per eccellenza, quello del femminicidio che smuove le coscienze ma che resta imprigionato in norme e leggi che faticano a recuperare terreno sulla garanzia di un’esistenza compromessa da minacce fisiche e psicologiche. A tal proposito, la presenza dell’on. Giovanni Maiorano, ha trasferito, nel locale, il concetto dell’impegno politico parlamentare con l’urgente e la continua individuazione di leggi che possano modularsi e riconoscere ogni tentativo o accadimento di violenza.Come ultimo atto della cerimonia e per non dimenticare, è stata deposta una rosa in ricordo di Elisa Springer. La scelta e la libertà di decidere da che parte stare è più che mai attuale, per l’ odierna società e per le nuove generazioni, all’insegna dei valori più alti ed universali che l’uomo possiede.
Francesca Rita Nardelli




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