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MANDURIA: GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO E LA FESTA PATRONALE IN PUGLIA TRA PASSATO E PRESENTE

Redazione
27 set
Tempo di lettura: 3 min

Per le Giornate Europee del Patrimonio, in programma il 26 ed il 27 settembre, Manduria non ha mancato all’appuntamento! A cura di Unitre, Università delle Tre Età e di Archeoclub Manduria, quest’anno, il tema centrale è stata la Festa Patronale, intesa come patrimonio da custodire. A livello nazionale, l’iniziativa si inserisce nell’appuntamento europeo promosso dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea, sostenuta da Ministero della Cultura italiana.  L’evento, racchiuso nella splendida cornice del Chiostro degli Agostiniani, inteso anche per l’occasione, “patrimonio da proteggere, rinnovare, resistere, reinventare”, così come recita il sottopancia della locandina distribuita per l’evento, ha permesso di approfondire un tema quasi in disuso, poco avvezzo agli appuntamenti socio-culturali e per questo di grande impatto : “La Festa Patronale in Puglia tra passato e presente”. La successiva inaugurazione della mostra “La musica del popolo”, visitabile sino alle ore 22.00 del 27 settembre, ha concesso al pubblico, la visualizzazione storica di manifesti bandistici, dando l’opportunità di evidenziarne il corpo bandistico, il suo presidente, la stagione artistica ed il repertorio musicale, biglietto da visita di imprescindibile importanza.   Gli interventi dei due relatori, Eugenio Imbriani, docente di antropologia culturale Unisalento, e Pierfrancesco Galati, musicologo, hanno messo in evidenza l’importanza di recuperare quella cultura immateriale e di reiventarla per avvicinarla quanto più possibile alle curiosità di una società che si evolve, allontanandosi da un patrimonio fatto anche di ricordi ed usanze. Il connubbio tra festa patronale e musica, è l’incipit per armonizzare un momento di condivisione religiosa che è molto di più di un consacrato segno della croce: è quotidianità, è tradizione, è credenza. Così, la conferenza sul tema “La Festa Patronale in Puglia tra passato e presente” ripercorre usanze e gesti che apparentemente sembrano non avere un significato susseguendosi quasi ritmicamente, senza anima e sostanza. In realtà, i codici identificativi di un mondo più complesso, sono alla portata di tutti, soprattutto in un Sud che coniuga la sua operosità quotidiana con lo scandire di date offerte alla pietas religiosa. La cassarmonica diventa il centro di una rappresentatività culturale e tradizione musicale che, abbinata alle decorazioni delle luminarie, concede al paese il gusto della festa. Così questo maestoso palcoscenico itinerante, oltre ad essere indicativo di una data calendaristica che coniuga il momento della raccolta allo scandire della vita della luna, racchiude, come uno scrigno, armonie musicali. Ed è qui che la sua massima rappresentatività, viene completata dal supporto delle bande musicali che, riempiendo strade e piazze, raccolgono la fiducia e la stima della comunità. Alle bande, che in un successivo momento diventano anche itineranti, sarà riconosciuto l’onere e l’onore, non solo di rappresentare il paese e la sua cultura e tradizione musicale, ma diventeranno quel libro musicale che, viaggiando per un Sud vivido ed espressivo, regalerà i migliori repertori di musica classica con l’ opera e le marce sinfoniche. La prospettiva antropologica e sociologica della conferenza e la preparazione dei relatori, ha dato la possibilità di analizzare quegli elementi che da sempre caratterizzano riti profondamente radicati nelle comunità pugliesi: i santi, le processioni, le luminarie, i fuochi d’artificio, le bande musicali e tutti quei momenti di socialità che, anno dopo anno, trasformano le piazze e le strade dei nostri paesi in luoghi di incontro e condivisione. La festa patronale diventa così una chiave di lettura privilegiata per comprendere l’identità e la memoria dei territori, ma anche il modo in cui le comunità continuano a tramandare valori, pratiche e tradizioni, adattandoli al tempo presente.

Francesca Rita Nardelli

 

 

 

 

 

 

 
 
 

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