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Manduria Capitale della Cultura, Durante frena gli entusiasmi: «Prima sanare le ferite aperte»

Redazione
24 set
Tempo di lettura: 2 min

L’annuncio della candidatura di Manduria a Capitale italiana della cultura ha riacceso il dibattito pubblico, suscitando perplessità tra cittadini e osservatori locali. Se da un lato l’iniziativa punta a valorizzare il patrimonio storico, paesaggistico e identitario della città, dall’altro si confronta con una realtà quotidiana purtroppo ancora segnata da criticità ambientali, infrastrutturali e urbanistiche. Un contrasto così evidente che, per molti, definire la candidatura un atto “coraggioso” rischia di apparire quasi un eufemismo. È questo, in sintesi, il senso delle dichiarazioni rese dall’ex consigliere comunale Arcangelo Durante, che concentra la propria critica sulla gestione del territorio e sulle sue condizioni di tutela. La narrazione di una Manduria a vocazione turistica e culturale, sostiene Durante, deve necessariamente fare i conti con la presenza di impianti e problematiche che incidono sulla qualità della vita dei residenti. Discariche, impianti di compostaggio e depuratori, afferma l’ex consigliere, continuano a circondare il centro abitato, alimentando una percezione di pressione ambientale non più eludibile. A questo si aggiunge il problema dei cattivi odori, con molestie olfattive di diversa natura che, ciclicamente, interessano ampie zone del territorio. Un fenomeno che esaspera la comunità manduriana e, secondo Durante, finisce per compromettere proprio quelle ricchezze ambientali e paesaggistiche che la candidatura intenderebbe portare all’attenzione nazionale. Nel mirino dell’ex consigliere finisce anche la gestione dei lavori pubblici e delle risorse straordinarie, a partire dai progetti finanziati attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Interventi che una parte dell’opinione pubblica giudicherebbe fallimentari o comunque distanti dalle esigenze concrete della città. Tra i casi citati figurano i lavori di Viale Mancini e la riqualificazione dell’ex Mercato Coperto, indicati da Durante come esempi emblematici di una programmazione urbana ritenuta poco attenta al contesto e alle necessità della comunità. L’ex consigliere parla di veri e propri “scempi” urbanistici, espressione che restituisce la durezza della contestazione, ma che richiederebbe – per una valutazione completa – un confronto con l’amministrazione comunale e con i responsabili dei progetti. A fare da cornice a questo quadro di scontento, conclude Durante, vi sarebbe lo stato di incuria in cui versano diverse aree del territorio comunale, manutenzione ordinaria insufficiente e in alcuni casi anche degrado urbano rappresenterebbero, a suo giudizio, un biglietto da visita stridente per una città che ambisce a competere con le principali destinazioni culturali italiane. La candidatura a Capitale italiana della cultura potrebbe certamente trasformarsi in un’occasione di rilancio, a condizione però che sia accompagnata da una riflessione concreta sulla qualità della vita, sulla tutela ambientale, sulla manutenzione del territorio e sull’efficacia della programmazione amministrativa. La domanda posta da Durante, e destinata ad alimentare il confronto pubblico, resta dunque aperta: si può aspirare a un riconoscimento di questo rilievo prima di aver affrontato e risolto le ferite e i disagi che gravano ogni giorno su Manduria e sui suoi abitanti?

                                                                                                                                               La Redazione

 
 
 

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