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M5S all’attacco della maggioranza: «Manduria in una paralisi politica e amministrativa»

Redazione
3 ott
Tempo di lettura: 2 min

Il Movimento 5 Stelle punta il dito contro l’operato della nuova amministrazione comunale, denunciando una presunta assenza di programmazione, scarsa trasparenza e difficoltà nella gestione di alcune questioni amministrative. Nel mirino dei pentastellati finiscono, tra gli altri temi, i rapporti con le associazioni cittadine, la sosta a pagamento, la zona PIP, il progetto del porto di Torre Colimena e la candidatura di Manduria a Capitale italiana della Cultura 2029. In una nota dai toni duri, il Movimento 5 Stelle sostiene che il Consiglio comunale del 29 settembre avrebbe certificato una situazione di «evidente e irreversibile paralisi politica» nella maggioranza che sostiene il sindaco. Secondo il gruppo, il silenzio dei consiglieri di maggioranza e le difficoltà nel difendere le scelte compiute o nel delineare una prospettiva per il futuro della città avrebbero trasformato l’aula consiliare in un contesto «surreale». Il M5S contesta inoltre il ricorso alle mozioni da parte della stessa maggioranza, uno strumento tradizionalmente utilizzato dalle opposizioni per porre questioni all’attenzione dell’assemblea. Una scelta che, secondo i pentastellati, evidenzierebbe iniziative non condivise e possibili divisioni interne alla compagine di governo. Al centro della critica anche la gestione dei rapporti con il tessuto associativo locale. Il Movimento richiama l’interpellanza presentata dalla consigliera Fabiana Rossetti, sostenendo che durante il dibattito non sarebbero arrivati chiarimenti ritenuti sufficienti su presunte disparità nei criteri adottati per l’erogazione di contributi, agevolazioni e benefici. «Ci chiediamo come possa giustificarsi — afferma il Movimento — il fatto che alcune realtà locali siano tenute a una rendicontazione rigorosa e trasparente per accedere ai contributi pubblici, mentre in altri casi i controlli sembrerebbero applicati con criteri più elastici». Da qui la richiesta di maggiore chiarezza da parte del sindaco e della Giunta. Nel comunicato viene poi richiamata la questione della sosta a pagamento e dei parcheggi che, secondo il M5S, sarebbero stati formalmente soppressi ma rimasti operativi nella pratica. Una situazione che avrebbe prodotto, sempre secondo i pentastellati, circa 40mila euro di introiti considerati indebiti e ripartiti tra Comune e gestore del servizio. Le critiche si estendono alle scelte di sviluppo economico e infrastrutturale. Il Movimento contesta l’ipotesi di modifica della destinazione della zona PIP, da artigianale a commerciale, ritenendo che una simile scelta richieda approfondimenti urbanistici e tecnici più strutturati. Analoga perplessità viene espressa sul progetto del porto a Torre Colimena, che il M5S giudica prematuro in assenza delle autorizzazioni e dei pareri vincolanti degli enti competenti. Infine, nel mirino la candidatura di Manduria a Capitale italiana della Cultura 2029. Il Movimento parla di un percorso avviato senza un adeguato coinvolgimento del Consiglio comunale e della città, mettendo in discussione il metodo seguito dall’amministrazione. «Del processo partecipativo annunciato in campagna elettorale — conclude il Movimento 5 Stelle — restano soltanto slogan. Continueremo ad agire in tutte le sedi opportune per fare chiarezza e per difendere trasparenza, equità e dignità amministrativa per Manduria».

Antonio Morleo

 
 
 

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