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FP CGIL TARANTO: “CONTO ALLA ROVESCIA PER IPRECARI DELLA GIUSTIZIA” SIT IN DAVANTI AL TRIBUNALE LUNEDI 21 SETTEMBRE

Redazione
18 set
Tempo di lettura: 2 min

Dal 24 luglio, per i lavoratori precari della Giustizia non è cambiato nulla. Nonostante gli impegni assunti dalle forze politiche locali nelle ultime assemblee, dal ministero continua a registrarsi un silenzio assordante. A due settimane dalla scadenza della proroga, il personale assunto con i fondi del Pnrr – che dal 1° ottobre rischia di rimanere senza lavoro – vive nuovamente una condizione di incertezza totale. «Nessuna comunicazione ufficiale è arrivata sul loro futuro né sulla continuità delle strutture operative - denuncia il segretario generale della Funzione pubblica Cgil Taranto, Mimmo Sardelli - ci si aspettava almeno un rinnovo fino al 31 dicembre 2026 o, meglio ancora, una stabilizzazione che superasse definitivamente la logica del precariato. E invece tutto tace».  Per la Fp Cgil Taranto, l’atteggiamento del ministero è “irricevibile” e produce un doppio danno agli uffici giudiziari, privati della continuità amministrativa e della stabilità dei servizi, e ai lavoratori, lasciati in un limbo che pesa sulla vita professionale e personale. Una situazione «del tutto ingiustificata – sottolinea Sardelli – a fronte del contributo decisivo garantito in questi anni per ridurre gli arretrati e migliorare i servizi ai cittadini». Per chiedere risposte immediate, la Fp Cgil Taranto invita gli organi di informazione a seguire il sit‑in dei lavoratori precari della Giustizia, in programma lunedì 21 settembre 2026, dalle 10 alle 12, nello spazio antistante il Tribunale di Taranto. Sarà un presidio di protesta e proposta, al quale sono stati invitati tutti i parlamentari ionici, chiamati a sostenere la vertenza per la stabilizzazione del personale Pnrr Giustizia. «I risultati ottenuti in questi quattro anni – conclude Sardelli -  portano anche la firma di questi dipendenti, è ora che il Ministero si assuma le proprie responsabilità,  servono risposte chiare, la stabilizzazione dei lavoratori e il superamento definitivo del precariato». La Redazione

 
 
 

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