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Festival della Cooperazione Internazionale: successo di pubblico e grandi consensi per la X edizione

Redazione
16 ott
Tempo di lettura: 2 min
Civiltà dell’amore, civiltà della terra
Civiltà dell’amore, civiltà della terra

Si è conclusa con piena soddisfazione degli organizzatori e un significativo successo di pubblico, la X edizione del Festival della Cooperazione Internazionale, dedicata al tema “Civiltà dell’amore, civiltà della terra”. Dal 5 all’11 ottobre Ostuni, Carovigno, San Vito dei Normanni, Francavilla Fontana, Latiano e Lucera hanno ospitato circa 20 iniziative, con oltre 2.500 partecipanti in presenza, oltre ai collegamenti online e ai circa 35 partecipanti al Campo di Studi AIFO. Il Festival è organizzato da AIFO Bologna, insieme ai gruppi pugliesi dell’associazione, e dalla RIDS, rete di associazioni ed enti del Terzo Settore. Una settimana di incontri, testimonianze e confronti su pace, cooperazione internazionale, disabilità, salute, demenze, diritti e nuove forme di convivenza tra persone, comunità e popoli. “Chiudiamo questa decima edizione con piena soddisfazione – ha sottolineato Franco Colizzi, medico psichiatra e coordinatore del Festival - non soltanto per il successo di pubblico, ma soprattutto per la ricchezza delle relazioni, delle testimonianze e delle esperienze condivise”. “Il tema – ha aggiunto -  poteva apparire utopico, ma i dibattiti e i quattro Dialoghi di Civiltà hanno dimostrato che esistono già numerose esperienze orientate verso nuovi principi di convivenza tra gruppi, Stati e popoli. Abbiamo bisogno di riscoprire l’amore concreto, fraterno, solidale e politico come principio capace di orientare le nostre scelte”. L’edizione si è aperta a Carovigno con gli studenti dell’Istituto “Sandro Pertini”, affrontando la cooperazione internazionale per le popolazioni della Palestina e dell’Ucraina. Il dialogo con i giovani è proseguito a Francavilla Fontana, mentre a San Vito dei Normanni si è riflettuto sulle comunità colpite dai conflitti. Momento centrale è stato il Convegno nazionale “Salute e Inclusione: Progetto di vita indipendente”, ospitato il 7 ottobre dalla Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, con istituzioni, professionisti sanitari, mondo accademico e Terzo Settore. Al centro, la riforma della disabilità, l’autodeterminazione e progetti di vita personalizzati e partecipati, costruiti insieme alle persone. Ampio spazio anche alle Comunità Amiche delle Persone con Demenza, riunite a Ostuni per condividere buone pratiche e promuovere territori più inclusivi. Sul piano culturale, i Dialoghi di Civiltà hanno affrontato convivenza, convivialismo, policrisi e nuova civiltà della terra. Tra gli appuntamenti più seguiti, “Convivialismo o barbarie” e l’incontro sull’enciclica “Magnifica Humanitas”, con l’arcivescovo Giovanni Intini, il monaco di Bose Giandomenico Placentino, Nello Ciraci, Franco Colizzi e Lucia Bellaspiga. La chiusura a Ostuni è stata affidata a “La società dell’amore di Follereau”; a Lucera si sono svolti intensi momenti di spiritualità. Dal Festival nascono tre impegni concreti: dare attuazione al patto tra Ostuni, San Vito dei Normanni e la città ucraina di Kobleve, trasformandolo in iniziative di solidarietà; avviare una campagna territoriale su D.Lgs. 62/2024 e sul progetto di vita individualizzato e partecipato; invitare i Comuni pugliesi ad aderire al progetto nazionale delle Comunità Amiche delle Persone con Demenza. “Il Festival si conclude, ma non si esaurisce il lavoro avviato - ha concluso Colizzi - lo sguardo è già rivolto alla XI edizione, con un messaggio preciso,  prendersi cura dell’umano significa trasformare il dialogo in responsabilità e la solidarietà in azione”.

La Redazione

 

 
 
 

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