Ex OSS a processo piazzò telecamere nei bagni dell'ospedale per spiare le pazienti

Si aprirà il 15 febbraio 2027, davanti al giudice Fabrizio Malagnino, il processo a carico di un 67enne di Cavallino, ex operatore socio-sanitario della Asl di Lecce, accusato di interferenze illecite nella vita privata e detenzione di materiale pedopornografico. La gup Giulia Proto lo ha rinviato a giudizio. La Asl si è costituita parte civile, tramite l’avvocato Alfredo Cacciapaglia. Secondo l’accusa, sostenuta dal pubblico ministero Alessandro Prontera, l’uomo avrebbe oltrepassato i propri compiti di vigilanza, riprendendo e fotografando pazienti nei bagni di una sede dei servizi per le dipendenze patologiche, durante la raccolta dei campioni di urina per gli esami tossicologici. Le indagini, condotte dalla Procura con il supporto dei carabinieri del Nas, sono scattate a seguito della denuncia del personale medico e infermieristico. Il 25 agosto dello scorso anno una guardia giurata aveva notato l’operatore soffermarsi a lungo dinanzi al monitor collegato alle telecamere di controllo, insospettendosi per il suo comportamento. I successivi accertamenti sui dispositivi informatici e sul cellulare, sequestrati dagli investigatori, avrebbero consentito di individuare almeno 97 fotografie scattate con il telefono e un video che ritraeva pazienti ignare. Tra i file recuperati figurerebbe anche un filmato con una minorenne, il cui contenuto sarebbe, secondo gli inquirenti, esplicitamente legato a un atteggiamento sessuale. Le telecamere installate nei bagni della struttura, denominata Serv.D, sono destinate esclusivamente a verificare che i campioni di urina consegnati per gli esami non provengano dall’esterno e siano riconducibili alle persone sottoposte ai test. L’ex dipendente, andato in pensione nei giorni successivi alla denuncia, ha sostenuto di avere problemi di vista e di aver effettuato soltanto scatti occasionali per verificare la corretta consegna dei campioni.




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