Ex Ilva a un passo dal baratro: 20.000 famiglie tremano. La mossa di Socialismo XXI

Un'iniziativa istituzionale congiunta per affrontare la crisi dell'ex Ilva e scongiurare conseguenze drammatiche per l'occupazione e l'economia. È la proposta avanzata da Socialismo XXI, che chiede la convocazione di un Consiglio comunale aperto a Taranto, coinvolgendo Regione Puglia, Provincia, sindacati e lavoratori. A illustrare l'iniziativa è Salvatore Mattia, segretario regionale pugliese del movimento, che sottolinea come il futuro di circa 20.000 lavoratori (diretti e indotto) imponga di superare le divisioni politiche per costruire una risposta unitaria. L'obiettivo è promuovere un confronto pubblico sulle prospettive industriali e occupazionali, coordinando il Consiglio comunale con quelli regionale e provinciale per giungere all'approvazione di un documento unanime da presentare al Governo. Per Socialismo XXI la vertenza non riguarda solo la continuità occupazionale, ma tocca le condizioni ambientali e il futuro dell'intera economia tarantina. Mattia esprime un giudizio critico sulla gestione politica della vicenda a partire dal sequestro degli impianti nel 2012, criticando anche le privatizzazioni, da Riva (1995) ad ArcelorMittal, ritenute tra i fattori che hanno aggravato la crisi. Da qui l'appello a una maggiore assunzione di responsabilità da parte della politica, chiamata a tutelare lavoro, salute e ambiente. «Assumersi le responsabilità è un dovere ed è un diritto dei lavoratori», dichiara Mattia. Infine, il movimento conferma la propria vicinanza ai sindacati e ai dipendenti mobilitati, ribadendo il pieno sostegno a ogni iniziativa a difesa del polo siderurgico di Taranto.
Gianluca Ceresio





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