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Avvocato nel mirino della Finanza: scoperti oltre 500 mila euro di compensi non dichiarati.

Redazione
2 ott
Tempo di lettura: 2 min

Fasano (Brindisi): Nell’ambito dell’ampia attività di polizia economico-finanziaria svolta dal Comando provinciale della Guardia di finanza di Brindisi, proseguono i controlli finalizzati al contrasto dell’evasione fiscale, con particolare attenzione al settore dei lavoratori autonomi. I militari della Compagnia di Fasano hanno recentemente concluso una complessa verifica fiscale nei confronti di un noto professionista fasanese, titolare di uno studio legale. L’attività ha consentito di ricostruire, nell’arco di cinque anni, redditi non dichiarati per oltre 500 mila euro, mentre l’ammontare complessivo delle imposte e delle sanzioni dovute è stato quantificato in oltre 400 mila euro. L’input investigativo sarebbe nato dal forte divario tra la posizione fiscale dichiarata dal contribuente, che tra l’altro beneficiava del regime forfettario, e la capacità contributiva desumibile dal tenore di vita del professionista e dall’intensa attività dello studio. Secondo quanto emerso nel corso della verifica, l’attività ispettiva avrebbe permesso di delineare un quadro di completa inattendibilità della contabilità. I finanzieri avrebbero inoltre individuato numerose prestazioni legali svolte in favore di diversi clienti, comprese pratiche relative a procedimenti protrattisi fino al giudizio di Cassazione, per le quali non sarebbe stata emessa alcuna fattura. In altri casi, invece, sarebbero stati documentati pagamenti per importi ritenuti del tutto incongrui rispetto ai valori di mercato. Per ricostruire la posizione fiscale del professionista, i militari hanno svolto un’articolata attività di riscontro documentale e presuntivo. Sono stati analizzati diverse centinaia di fascicoli presenti nello studio, mettendo in relazione le informazioni acquisite con la documentazione relativa alle pratiche professionali, alle iscrizioni a ruolo, alle udienze e agli altri atti giudiziari. Gli elementi raccolti sono stati quindi confrontati con la relativa scansione temporale e con i compensi che avrebbero dovuto essere dichiarati. L’operazione conferma l’attenzione della Guardia di finanza nel contrasto all’evasione fiscale, fenomeno che rappresenta un grave ostacolo allo sviluppo economico. L’evasione, infatti, altera la concorrenza, compromette la corretta ed efficiente allocazione delle risorse, indebolisce il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni e incide negativamente sull’equità sociale, riducendo le risorse disponibili per gli interventi a sostegno delle fasce più deboli.

La Redazione

 
 
 

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