Allarme CGIL: restano solo 9 giorni per salvare i precari della Giustizia
Questa mattina, davanti al Tribunale di Taranto, si è svolto un sit‑in organizzato dalla Funzione pubblica Cgil Puglia e dalla Fp Cgil Taranto, iniziativa alla quale hanno preso parte anche alcuni parlamentari del territorio. Un presidio promosso per richiamare l’attenzione del Governo sulla situazione dei precari della Giustizia, una platea nazionale di 1.600 lavoratrici e lavoratori il cui contratto scadrà il prossimo 30 settembre. Di questi, 24 operano negli uffici giudiziari di Taranto. «Ancora una volta – dice il segretario della Fp Cgil Taranto Mimmo Sardelli - chiediamo al Governo di percorrere l’ultimo miglio per arrivare alla stabilizzazione dei precari della Giustizia. Il sindacato ribadisce che la proroga non può essere considerata una soluzione sufficiente, ma solo un passaggio necessario verso un percorso strutturale. Sardelli annuncia inoltre che i parlamentari tarantini presenti all’iniziativa, i deputati Dario Iaia e Francesca Viggiano, insieme al senatore Mario Turco, si sono impegnati a richiedere, a stretto giro, lo stanziamento delle risorse necessarie per una proroga fino al 31 dicembre, da concedere nella prospettiva di una futura stabilizzazione. «Lo Stato – aggiunge Sardelli - non può essere produttore di precarietà, questa è una battaglia per il lavoro e per le donne e gli uomini che, ogni giorno, hanno garantito un’attività essenziale negli uffici giudiziari. Ma è anche una battaglia per l’efficienza del Paese, perché i risultati raggiunti nell’abbattimento degli arretrati sono fondamentali per la competitività del sistema‑Paese». Il segretario ricorda come il contributo dei lavoratori Pnrr Giustizia sia stato decisivo nel miglioramento dei servizi ai cittadini e nella riduzione dei tempi amministrativi. Era presente anche il segretario regionale della Fp Cgil Puglia, Dario Capozzi Orsini, il quale ha evidenziato l’urgenza del momento. «Siamo qui – ha detto - in un presidio regionale per chiedere ai parlamentari del territorio di mobilitarsi. Mancano meno di dieci giorni per ottenere un risultato minimo, ovvero una proroga che ci consenta di arrivare a dicembre e di avere il tempo necessario per individuare i fondi utili alla stabilizzazione dei 1.500 lavoratori che, in tutta Italia, vivono ancora senza alcuna certezza». Capozzi Orsini ha inoltre ricordato che il ministero della Giustizia presenta un fabbisogno strutturale di circ a 30 mila unità lavorative, un dato che rende ancora più evidente la necessità di non disperdere competenze già formate. «Nella migliore delle ipotesi – ha concluso – si riuscirà a coprire appena il 10 per cento di questo fabbisogno, pari a 3mila unità. Per questo dobbiamo muoverci subito, e chi ha fatto promesse in passato deve essere consequenziale oggi».
La Redazione.




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